IN BREVE
Fisioterapista, Osteopata e Terapeuta Egizio-Essena, con una formazione in pratiche posturali, medicina naturale e movimento consapevole.
Si occupa di guidare le persone a ritrovare la propria armonia perduta, aiutandole a individuare l’ambito (fisico, emozionale, mentale, spirituale) in cui si origina il loro malessere, a orientarsi verso la riscoperta delle proprie risorse e a contattare in modo autentico il proprio corpo e il proprio Sé.
Uno dei suoi obiettivi principali è quello di educare gli individui all’autonomia nei processi di Cura di Sé.
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Sono nata a Cattolica nel 1984, e ho sempre amato prendermi cura delle persone.
Si dice che chi ama prendersi cura degli altri ha più bisogno di chiunque altro di prendersi cura di sé: è così.
Ovviamente in principio tutta l’attenzione era rivolta all’esterno: come imparare ad essere efficace, come prendermi cura al di là dell’atto terapeutico, essere sempre al 100% delle forze per poter farmi carico degli altri e soprattutto (cosa che mi ripetevo ogni giorno) stare meglio delle persone di cui mi prendevo cura, quindi dovevo essere almeno felice e positiva per portar loro la giusta carica.
Per un po’ ha funzionato alla grande, e vale ancora oggi, ma la vita voleva portarmi ad un altro livello.
Ho vissuto un episodio che ha cambiato il mio modo di vedere le cose ed ha lentamente spostato quell’attenzione sempre più all’interno: ho dovuto necessariamente vedere che stavo male anche io, che ero in difficoltà e soffrivo.
Da lì ho iniziato a prendermi cura di me, anche se inizialmente non troppo consapevolmente.
Avete presente quando vi bloccate con la schiena e siete costretti a fermarvi? Ecco, in quel momento è sacrosanto farlo, perché se cercate di fuggire, magari con un rimedio rapido, è certo che vi fermerà nuovamente, e forse in maniera più brusca.
Sono diventata più consapevole imparando a leggere ed ascoltare il linguaggio del corpo, accorgendomi dei segnali che la vita offre in abbondanza e fidandomi di agire di conseguenza.
Ora la frase che mi ripeto ogni giorno è “devi prima farlo tu per te”. Cosa significa?
Che quando consiglio di fare qualcosa mi chiedo sempre se la sto facendo io per prima o comunque se mi sto impegnando a farla.
Sentendo la difficoltà e la fatica posso comprendere quanto questa sia presente nell’altro e soprattutto, e questa è la cosa più bella, se sono riuscita a fare, superare o cambiare qualcosa, vuol dire che anche gli altri possono fare lo stesso.
Sono qui per guidarti nelle tue possibilità.
Nicoletta
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