di Luca Cascone
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“I tuoi Antenati, ad un certo punto vicino o lontano della tua ascendenza, ricevettero la propria comprensione pratica e spirituale osservando e onorando la Natura. Le danze, la musica, il lavoro artigianale, i rituali, le pratiche tradizionali sono nate e sono state coltivate in millenni di osservazione, risposte, onore, apprendimento dalle conseguenze, e dalla cura delle relazioni sia nei mondi visibili che in quelli invisibili. Ti hanno donato saggezza innata e resilienza, inscritte nel tuo stesso DNA.
C’è una forza di guarigione codificata nei canti, nelle trame dei tessuti, nelle ceramiche, nelle opere metallurgiche, nelle storie, nelle danze e nei ritmi. Porti tutto questo dentro di te, come la canzone che i tuoi Antenati cantarono per portarti in questo luogo, come una risposta alle loro preghiere”.
Dawn Dancing Otter (www.theweaveworkschool.com)
In queste parole, espresse con il sostegno dell’esperienza e la forza del sentire poetico, c’è l’essenza dell’esplorazione che in millenni e millenni l’Uomo ha portato avanti nel suo essere parte integrante di un Cosmo in continua creazione, e allo stesso tempo essere separato dalla Fonte di quella stessa abbondanza.
Tutte le pratiche ancestrali, di trasformazione energetica e di connessione con le forze della Natura che sostengono la vita, sorgono per colmare questa separazione, e allo stesso tempo per confermare la nostra appartenenza a ciò che è più grande di noi.
Siamo esseri sociali, come diceva Aristotele, perché, imprigionati dalle circonvoluzioni della mente discriminante, dimentichiamo di essere già in perpetua connessione con tutto ciò che esiste, che è esistito e che esisterà.
Per ricordarcelo, continuiamo a cercare modi nuovi e sempre più complessi, ma questa è un’illusione. È per questo che mi piace chiamare il Divino, intendendo la grande forza cosciente unificatrice di tutto ciò che vive ed esiste, “Grande Memoria”: perché riconnetterci alla sua dimensione di perpetua presenza, che contiene tutte le dimensioni e tutto il tempo, è un’esigenza imprescindibile della vita umana, e abbiamo già tutto ciò che ci serve per realizzarla.
I nostri Antenati sono il motivo per cui oggi ognuno di noi vive e respira, e allo stesso tempo noi siamo il motivo per cui essi hanno lasciato dopo di sé una memoria, un corpo di continuazione fisico e spirituale che riverbera in ognuno di noi, e canta in ogni nostra singola cellula.
Riconnettersi alla forza infinita della Natura è una necessità che possiamo colmare solo se ricordiamo che ogni pietra, ogni pianta, ogni fungo, ogni animale e ogni essere umano, ogni stella e pianeta, ogni galassia e molecola, sono parte di una Trama in perenne mutamento e in cui ogni componente è in perpetua relazione reciproca con gli altri.
Le pratiche dei nostri Antenati, che noi troppo spesso riteniamo superate, sono nate per riconnetterci a questa conoscenza: cantiamo, balliamo, raccontiamo, creiamo, poetiamo, condividiamo, sogniamo e realizziamo opere d’arte perché così facendo ravviviamo sempre di più il colore e il tessuto della Trama, ed essa di rimando ci mantiene svegli alla Vita stessa, ricollegandoci con tutto ciò di cui abbiamo bisogno.
“Il Tempo del Raccolto” è nato per realizzare questa connessione, e aiutare tutti coloro che si uniranno a noi a mantenerlo e a nutrirlo, ognuno con le sue particolari sfaccettature.

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