Il Cerchio della Luna – Gennaio 2022

La Luna dell’Inverno è il tempo lunare di gennaio, il momento più freddo e rigido dell’anno, esattamente come il segno che lo caratterizza, il Capricorno, caratterizzato dalla severità del Grande Anziano Saturno/Kronos, maestro inflessibile e profondamente concreto, portatore di ordine e stabilità.

La luna di Gennaio ci invita ad ascoltare profondamente le nostre esigenze, senza farci sviare dalle apparenti restrizioni esterne, quali che siano: è bene conoscere e considerare le regole del mondo, ovviamente, ma sempre in riferimento al sistema di valori interiore, che è l’unica bussola degna di essere seguita nel mondo. Questo è l’insegnamento del periodo di gennaio, che è il tempo del Riposo e della Celebrazione dopo la Nascita del Sole, ma anche del lavoro interiore che non si ferma.

Luna Nuova 4 Gennaio – Frau Holle

Primo Quarto 9 Gennaio – Osservare e Rallentare

Luna Piena 17 Gennaio – Il Mondo Sotterraneo


Luna Nuova 2 Gennaio – Frau Holle

Nel folklore dell’Europa centrale, in particolare in quello tedesco, esiste una storia legata alla moderna figura della Befana, discendente dalle antiche Regine dell’Inverno che hanno attraversato i secoli sotto molti nomi e molti volti, a partire dalla Dea romana Februa, per passare al suo corrispettivo nordico Berchta o Perchta, e, appunto, alla centroeuropea Holda, o Holle, detta “Frau Holle” o “Madre Holle”.
Ella è un’anziana strega dagli straordinari poteri, dolce e materna con coloro che lo meritano (il suo nome significa infatti “gentile”, “graziosa”), e altrettanto severa con coloro che non la rispettano: è l’archetipo dell’Anziano Maestro. Quando propiziata ha il potere, come Dea dell’Inverno, di portare la Neve, che nel mondo contadino è sinonimo di speranza per i buoni raccolti nelle stagioni calde (ancora oggi, in tutta Italia esiste il detto “sotto la neve, pane”), e tra le sue caratteristiche ci sono la vicinanza con l’acqua (vive infatti in una terra, sopra o sotto la terra a seconda delle versioni, a cui si accede tramite un pozzo) e la filatura, arte in cui è particolarmente versata (ragione per cui viene accostata alle dee filatrici, tra cui Atena e Diana). A tutti gli effetti, Frau Holle è una figura che, con il suo lavoro silenzioso e attento nelle stagioni fredde, promette abbondanza e ricchezza di risorse nelle stagioni calde. Una vera e propria Nonna dell’Inverno, come viene chiamata in una versione della storia.

La storia che vi proponiamo viene dalla celebre raccolta di fiabe dei fratelli Grimm, pubblicata per la prima volta nel 1812, e da allora un grande classico; esistono versioni in tutta Europa, compresa la storia italiana intitolata “Le tre filatrici“, ripresa anche da Italo Calvino nella sua “E sette!”.
Nella fiaba si possono riconoscere i caratteri del Capricorno, severo ma giusto quando si tratta di ricompensare il giusto lavoro e l’impegno nel realizzare e portare a termine il proprio compito.
Riconoscerete anche molte caratteristiche della tradizionale Befana che si celebra in questi giorni, che ricompensa il lavoro onesto e meritevole, e punisce chi non è stato buono e rispettoso.

Chiedetevi, in questa Luna Nuova: cosa mi è richiesto di fare, per ottenere la benedizione dell’Inverno? Come posso onorare questo momento con il mio lavoro?

C’era una volta
una donna che aveva due figlie: una, gentile e laboriosa, era la sua figlia adottiva, mentre l’altra, pigra e scostante, l’aveva portata in grembo personalmente.
Come spesso succede, la donna era molto protettiva nei confronti della seconda, anche se ella non rispettava mai i propri compiti, e vessava con malagrazia la prima, che invece era mite, e portava a termine qualunque compito le venisse assegnato, anche i più duri e sfibranti.

Ogni giorno, la figlia adottiva sedeva fuori dalla casa, accanto al pozzo, e filava instancabilmente: un giorno, si punse con l’ago del fuso dell’arcolaio, si chinò verso l’acqua per pulirlo dal sangue, e il fuso le cadde nelle profondità del pozzo.
Temendo la punizione della madre adottiva, la giovane si buttò nell’acqua senza pensare, per recuperare il fuso: inspiegabilmente, non cadde nel fondo buio e umido del pozzo, ma attraversò un cancello e si ritrovò in una bellissima pianura, immersa in un’eterna primavera.
Si mise in cammino, e incontrò un forno acceso, pieno di pane in cottura: il pane ultraterreno, ormai pronto, le chiese di essere estratto dal calore del fuoco, e la ragazza obbedì. Per buona misura, la ragazza raccolse i filoni e li portò con sé.
Lungo il cammino, incontrò un vecchio melo, contorto dal tempo come un vecchio saggio, ma carico di frutti che sembravano quanto mai succosi. Le mele, brillanti alla luce pervasiva di quel luogo sotto la terra, chiedevano di essere colte, poiché erano ben mature. La ragazza, dolcemente, le colse e le portò con sé.
Infine giunse ad una piccola casa, dal tetto di paglia e dal camino fumante. Fuori dalla porta, intenta a filare, stava una vecchina dall’aria austera ma gentile, che si presentò come Frau Holle, e le chiese se volesse prestare servizio presso di lei, poiché aveva bisogno di aiuto per le faccende domestiche, in cambio dell’ospitalità.

Vedendola gentile e affabile, la ragazza accettò l’offerta, e si mise subito ad aiutare la vecchina: la casa era piccola ma graziosa, e sebbene fosse ben pulita c’era sempre qualcosa da fare, dal tenere pulito il camino, a rassettare la cucina, al bucato. Frau Holle era particolarmente attenta a rassettare correttamente il letto, il copriletto e i cuscini; era molto importante, spiegò alla ragazza, che venissero ben sbattuti fuori dalla finestra di primo mattino, poiché questo faceva cadere la neve sulla terra, lassù sopra il pozzo.
Ogni mattina, istruiva la fanciulla sul modo corretto di far volare le morbide e leggere piume d’oca dei cuscini, che sulla terra si sarebbero trasformate in grossi ed eleganti fiocchi di neve.
La ragazza prendeva sul serio il proprio lavoro, e lo svolgeva con una leggerezza che non aveva conosciuto nella casa della madre adottiva: Frau Holle era gentile, e ricompensava il suo impegno con dolcezza e buon cibo, e parole di bontà e di speranza.
Dopo qualche tempo, tuttavia, la ragazza iniziò a sentire nostalgia di casa, e chiese a Frau Holle il permesso di tornare sopra il pozzo, sulla terra. Frau Holle non la trattenne, e la accompagnò personalmente alle porte della grande pianura: quando furono arrivate, e la ragazza stava per attraversarle, la vecchina la salutò con affetto, e per premiarla dell’ottimo lavoro fatto fece apparire per magia una quantità inimmaginabile di oro, che cadde come fiocchi di neve su di lei. Ridendo, prima di tornare alla sua casa, la vecchina le riconsegnò il fuso perduto qualche tempo prima nelle profondità del pozzo.

La fanciulla tornò a casa, ricca e rinfrancata dall’esperienza del lavoro con Frau Holle, e il suo sorriso era più luminoso di sempre.
La madre, vedendola tornare a casa con non solo il fuso perduto, ma con più oro di quanto potesse spendere, non si accontentò del dono ricevuto, e convinse la figlia di sangue a seguire le orme della sorella. La fece sedere a filare sul bordo del pozzo, e la ragazza lanciò deliberatamente il fuso nell’acqua, buttandosi per raggiungere la pianura incantata.
Una volta arrivata sui soffici prati della casa di Frau Holle, incontrò per primo il forno pieno di filoni di pane caldi e fumanti, come la sorella. Ma al contrario di quest’ultima, non si fermò a estrarli, nonostante le loro proteste, e li lasciò bruciare.
Giunta al vecchio melo, non ascoltò nemmeno le voci stridule delle mele lucide e succose, e le sue mani non ne colsero nemmeno una: proseguì senza dar loro retta, diretta alla casa della vecchina che ricopriva d’oro le sue ancelle.
Frau Holle non la cacciò quando arrivò alla sua porta a mani vuote, ma la invitò ad entrare, e le chiese se volesse prendere servizio presso di lei. La fanciulla accettò, ma non si comportò come aveva fatto la sorella: spesso, dimenticava di pulire il camino dalla cenere, o lasciava incustodito il fuoco mentre la vecchina filava.
Ma ancora di più, per quanto Frau Holle glielo ricordasse con infinita gentilezza ogni mattina, non si curava del lavoro più importante, quello della distesa del copriletto e dei cuscini. Sulla terra, la neve scendeva poca e rinsecchita, e non benediva i campi con il suo tocco denso e freddo.
Dopo qualche tempo, esasperata dall’inettitudine della fanciulla, la vecchina le chiese di andarsene. Non la accompagnò, e non le ridiede nemmeno il fuso che la ragazza aveva lanciato nel pozzo. Per di più, quando arrivò al cancello della pianura, pronta a tornare a casa, la fanciulla ebbe un’amara sorpresa: invece dell’oro immeritato che si era aspettata, venne ricoperta di nero e polveroso carbone, e tornò a casa con le mani vuote e sporche.

Fu così che ognuna delle due sorelle ebbe da Frau Holle tutto ciò che si era pienamente meritata.


Primo Quarto 9 Gennaio – Osservare e Rallentare

Finalmente, la neve!
La nostra casa è circondata dal primo mattino da un meraviglioso alone bianco, foriero del silenzio e della calma che solo la bianca dama dell’inverno sa portare: è il tempo in cui Frau Holle sa fare la sua magia più bella e benevola, se le si concede il giusto rispetto e la giusta cura.
Per i Druidi, la Neve rappresenta il Manto della Signora dell’Inverno, che impone il silenzio e l’introspezione al mondo: che noi lo vogliamo oppure no, la neve ci porta in una dimensione di piacevole e lucido torpore, illuminando i nostri occhi, e al contempo purificando in modo impareggiabile sia il cielo che la terra.

Sotto il bagliore nascosto della Luna in Ariete, accompagnata da una rete di relazioni tra diversi pianeti che configura sia un momento di grande respiro e possibilità di auto-osservazione, sia tensioni e nervosismi difficili da gestire: è la Luna, che benedice dall’alto la forza di questa neve, a confermarci che in questi giorni potremmo sentire crescere la tensione fino al punto di faticare a controllarla.

È il momento di rallentare, di godersi il silenzio tra le note: l’Ariete, che astrologicamente governa molte strutture legate del nostro corpo legate all’attività e all’energia (testa-denti-lingua, muscoli striati, organi sessuali esterni, cistifellea, arterie, sangue) ci permette di portare l’attenzione a queste parti, prendendocene cura senza richiedere sempre più sforzo, come spesso capita di fare.
È il momento di lasciare che il nostro corpo possa distendersi, incamerando energia senza subito spenderla in attività: la Neve spinge di certo all’esplorazione e al gioco (chi non ama camminare in un prato innevato, magari lanciandosi palle di neve?), ma anche a goderci il tepore della nostra casa, soprattutto di quella interiore.

Il nostro suggerimento per questi giorni è questo: prendetevi cura della vostra casa nei piccoli gesti quotidiani, come Frau Holle che con cura si dedica alle sue coperte e ai cuscini, permettendo alla neve di cadere sulla Terra. Permettetevi di curarvi del vostro corpo, abbassando il suo livello di stress, magari con buone tisane calde serali, o perché no con una buona cioccolata, o qualunque gesto vi riporti al senso di impegnato riposo che i nostri antenati conoscevano bene: godetevi l’otium (ozio), che ha pochissimo a che fare con l’inattività o l’accidia

Essere capaci di riempire intelligentemente le ore di ozio è l’ultimo prodotto della civiltà, e al giorno d’oggi pochissime persone hanno raggiunto questo livello”.
(Bertrand Russel)


Luna Piena 17 Gennaio – Il Mondo Sotterraneo

In questa Luna Piena, nel segno del Cancro in congiunzione a Plutone (ricordate il mondo sotterraneo e la catabasi di Orfeo?), viaggiamo verso la profondità delle nostre emozioni accompagnati solo dalla chiarezza del nostro sguardo.
Non verremo accompagnati da altri che da noi stessi, proprio come la giovane protagonista della storia di Frau Holle giunge nel Mondo Sotterraneo sola, e senza il fuso che cerca nel fondo del pozzo.

Ma è proprio nella ricerca sotterranea che possiamo trovare ciò che realmente ci spetta e ci appartiene, come le due fanciulle incontrano il forno con il pane e il melo con i frutti maturi, e decidono diversamente a seconda della propria attitudine: solo noi possiamo decidere cosa fare con le nostre emozioni, che nascono nella parte più arcaica e nascosta alla coscienza. Metaforicamente, possiamo decidere di metterle a frutto o di abbandonarle alla rovina, ma la seconda ipotesi ci porterà inevitabilmente molte difficoltà.

Prendetevi un po’ di tempo, in questi giorni, per sondare le vostre profondità. Sedete tranquilli e, se vi è possibile e gradito, in penombra, e chiudete gli occhi, respirando regolarmente e profondamente. Evocate nella vostra mente l’immagine di un lago dalla superficie calme e placide, e guardate emergere, sullo specchio liscio dell’acqua, le vostre emozioni.
Lasciate che la superficie dell’acqua vi permetta di non lasciarvi investire dalle emozioni, quali che siano, ma di osservarle semplicemente come attraverso un vetro protettivo. Non importa quali siano le cause, o se esse siano positive o negative: limitatevi ad osservare.
Quali emozioni vi caratterizzano, in questo momento? Quali sono i loro colori e le sensazioni che vi corrispondono?

Lasciate fluire attraverso lo specchio quanti stati e immagini ritenete utili e soddisfacenti, senza tentare di cambiarli in nessun modo: concedetevi lo spazio per un contatto profondo e un riconoscimento, senza modificare nulla. Sarà il corpo stesso, nel suo istinto profondo dominato dal Cancro, a darvi le indicazioni per trasformarli al meglio nei giorni che verranno.
Dopo il tempo di cui necessitate, lasciate che lo specchio d’acqua torni calmo e trasparente, e lentamente tornate alla normale percezione di voi stessi.
Potete, se volete, annotare la vostra esperienza per iscritto, o solo con alcuni appunti: tenetela con voi nel prossimo periodo, poiché potreste scoprire che gli stati che avete osservato cominciano da soli a svolgersi e modellarsi nella realtà al di qua dello specchio, solo per il fatto di essere stati osservati con chiarezza, e toccati con gentilezza.

Non è forse ciò che accade spesso, ad ognuno di noi?
A volte, non abbiamo bisogno di spiegazioni, ma solo di un abbraccio e di un contatto sincero.